Il terzo webinar del ciclo informativo dedicato al Conto Termico 3.0, tenutosi il 26 gennaio 2026, rappresenta il primo vero approfondimento tecnico-operativo sugli interventi di incremento dell’efficienza energetica disciplinati dal Titolo II del D.M. 7 agosto 2025.
A differenza dei precedenti incontri, di taglio prevalentemente introduttivo, questo webinar entra nel merito progettuale, chiarendo requisiti, condizioni di accesso, limiti, documentazione e criteri di calcolo degli incentivi.
Un webinar tecnico e operativo
Il GSE ha chiarito fin dall’apertura che l’incontro aveva carattere informativo, non formativo, ed era finalizzato a:
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supportare professionisti, PA e imprese nella corretta impostazione degli interventi;
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ridurre il rischio di istanze inammissibili;
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chiarire i passaggi più critici emersi nelle prime fasi applicative del nuovo meccanismo.
Il focus esclusivo è stato posto sugli interventi del Titolo II, ovvero quelli finalizzati alla riduzione della domanda di energia primaria degli edifici.
L’approccio “edificio-centrico” del Conto Termico 3.0
Il webinar ribadisce un principio cardine del Conto Termico 3.0:
l’incentivo non è centrato sulla singola tecnologia, ma sull’edificio nel suo complesso.
Per accedere agli incentivi del Titolo II, l’edificio o l’unità immobiliare deve:
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essere esistente e accatastato;
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essere dotato di impianto di climatizzazione invernale funzionante;
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essere nella proprietà o disponibilità giuridica del Soggetto Ammesso;
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mantenere i requisiti per tutta la durata dell’incentivo e nei 5 anni successivi all’ultima erogazione.
Sono esclusi:
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edifici in costruzione;
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nuove costruzioni (salvo la trasformazione di edifici esistenti in nZEB).
La specializzazione sul settore terziario
Una delle novità più rilevanti, ampiamente approfondita nel webinar, riguarda la specializzazione del Titolo II sul settore terziario per i soggetti privati.
Per imprese ed ETS economici, gli interventi di efficienza energetica sono ammissibili solo se realizzati su edifici appartenenti all’ambito terziario, individuato esclusivamente dal dato catastale, e non dal settore di attività svolto.
Tra le categorie catastali ammesse rientrano, ad esempio:
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A/10;
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gruppi B, C (con esclusioni), D (con esclusioni), E (con esclusioni).
Conseguenza operativa diretta:
per questi soggetti è obbligatoria la trasmissione della visura catastale a supporto dell’istanza.
Riduzione della domanda di energia primaria: requisito determinante
Il webinar chiarisce che, per imprese ed ETS economici, l’accesso agli incentivi del Titolo II è subordinato a una riduzione misurabile della domanda di energia primaria non rinnovabile.
Le soglie sono:
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≥ 10% per intervento singolo;
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≥ 20% per multi-intervento del Titolo II;
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≥ 40% per l’accesso alle maggiorazioni previste dal decreto.
La verifica deve essere effettuata obbligatoriamente tramite:
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APE ante operam;
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APE post operam.
Questo aspetto segna un netto cambio di paradigma:
non è sufficiente installare una tecnologia efficiente, ma è necessario dimostrare il miglioramento energetico complessivo dell’edificio.
Gli interventi incentivabili del Titolo II
Il GSE ha analizzato nel dettaglio i principali interventi ammessi, tra cui:
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isolamento termico delle superfici opache;
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sostituzione delle chiusure trasparenti;
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schermature e sistemi di filtrazione solare;
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trasformazione degli edifici in nZEB;
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illuminazione efficiente;
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sistemi di building automation (BACS);
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fotovoltaico e infrastrutture di ricarica solo se abbinati a pompe di calore elettriche ELT.
È stato ribadito con chiarezza che:
fotovoltaico e ricarica elettrica non costituiscono interventi autonomi, ma sono incentivabili esclusivamente in combinazione con la sostituzione dell’impianto di climatizzazione tramite pompa di calore elettrica.
Intensità dell’incentivo e massimali
Il webinar conferma che:
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l’aliquota ordinaria è pari al 40% delle spese ammissibili;
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l’incentivo può arrivare fino al 65%, nel rispetto dei massimali;
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è prevista la copertura fino al 100% per:
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edifici di proprietà di Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti;
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edifici scolastici;
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strutture sanitarie pubbliche.
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Il GSE ha sottolineato come, nella pratica, siano spesso i massimali di costo e di incentivo (Cmax e Imax) a rappresentare il vero limite economico dell’operazione.
Premialità UE e tecnologie fotovoltaiche
Ampio spazio è stato dedicato alle premialità, in particolare:
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+10% sulla percentuale incentivabile per interventi del Titolo II realizzati con componenti prodotti o trasformati nell’Unione Europea o SEE, nel rispetto dei requisiti di marcatura CE e delle certificazioni richieste;
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ulteriori incrementi per il fotovoltaico qualora i moduli siano iscritti al Registro delle tecnologie del fotovoltaico, con maggiorazioni differenziate in funzione della sezione di iscrizione.
Il webinar ha chiarito che la documentazione a supporto dell’origine dei componenti diventa parte integrante dell’istruttoria.
Imprese ed ETS economici: l’obbligo della richiesta preliminare
Un punto critico, ribadito più volte, riguarda l’obbligo di trasmissione della richiesta preliminare di accesso agli incentivi per imprese ed ETS economici.
La richiesta deve essere inviata prima dell’avvio dei lavori e l’omissione comporta la non ammissibilità dell’intervento, indipendentemente dalla qualità tecnica dello stesso.
Considerazioni finali
Il messaggio complessivo del webinar del 26 gennaio 2026 è chiaro:
il Conto Termico 3.0, per quanto riguarda il Titolo II, premia interventi progettati in modo integrato, basati su:
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diagnosi energetica e analisi ex ante;
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obiettivi misurabili di riduzione dei consumi;
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corretta impostazione documentale e procedurale.
Non si tratta più di “sommare incentivi”, ma di costruire interventi coerenti con una strategia di riqualificazione energetica dell’edificio.






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