Povertà energetica e comuni: il ruolo dell’assistenza tecnica EPAH e le esperienze italiane sul campo

La povertà energetica è oggi un fenomeno multidimensionale e strutturale, non più emergenziale. I costi dell’energia in costante crescita, un patrimonio edilizio diffusamente inefficiente e condizioni di vulnerabilità socioeconomica sovrapposta configurano un quadro in cui i comuni sono chiamati a svolgere un ruolo attivo, non meramente assistenziale. È in questo contesto che si inserisce il bando 2026 dell’Energy Poverty Advisory Hub (EPAH), l’iniziativa della Commissione Europea dedicata al supporto delle amministrazioni locali nella diagnosi, pianificazione e implementazione di misure contro la povertà energetica.

Che cos’è EPAH e cosa offre

EPAH — acronimo di Energy Poverty Advisory Hub — è la piattaforma europea di riferimento per competenze e conoscenze sulla povertà energetica. È composta da cinque organizzazioni partner (Climate Alliance, Nova, Akarian, Ecosurveys e AISFOR) e si avvale di una rete di 27 antenne nazionali distribuite in tutti i Paesi dell’Unione. La missione di EPAH è eliminare la povertà energetica accelerando una transizione energetica equa, con un focus esplicito sulle amministrazioni locali come soggetti implementatori delle politiche.

Il bando 2026 di assistenza tecnica, aperto il 16 febbraio con scadenza al 31 marzo 2026 (ore 18:00 su piattaforma EU Survey), prevede la selezione di 50 candidature tra enti locali europei. A ogni soggetto selezionato viene assegnato un esperto — preferibilmente con competenze locali — per un supporto compreso tra 60 e 150 ore nell’arco di 3-9 mesi. Una novità rilevante di questa edizione è la riserva di 20 candidature per comuni con condizioni di grave povertà energetica, intesa come sovrapposizione di più fattori di vulnerabilità: patrimonio edilizio inefficiente, condizioni climatiche estreme, basso reddito e fragilità sociale.

 

“I comuni hanno bisogno di dati qualificati, puntuali e dinamici sul fenomeno. C’è ancora molta opacità e tanto da lavorare sulla qualità dell’informazione a scala locale.”

— Giada Maio, ANCI

 

Le tre fasi della metodologia EPAH

Il supporto tecnico si articola sulla metodologia strutturata da EPAH in tre fasi sequenziali, che possono essere richieste singolarmente o in combinazione.

Diagnosi — Mappatura del fenomeno, raccolta dati, identificazione dei consumatori vulnerabili e definizione di indicatori specifici a scala municipale. È il punto di partenza per qualsiasi strategia efficace.

Pianificazione — Definizione delle priorità di intervento, elaborazione di strategie di contrasto, integrazione della povertà energetica nei PAESC (Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima) e in altri strumenti di pianificazione territoriale.

Implementazione — Avvio di progetti pilota, strutturazione di sportelli energetici integrati (one stop shop), progettazione di comunità energetiche solidali, campagne informative e formazione degli operatori di prossimità.

Chi può candidarsi e come costruire una candidatura solida

Il bando è aperto a comuni e amministrazioni locali di qualsiasi dimensione, incluse le cosiddette “newcomer cities”, cioè enti che si affacciano per la prima volta al tema. La candidatura può essere singola o congiunta (fino a 10 enti). È fortemente consigliata — in particolare per i comuni più piccoli — l’aggregazione con soggetti partner: ONG, organizzazioni della società civile, agenzie per l’energia o centri di servizi sociali.

Gli elementi che rendono una candidatura efficace sono quattro: (1) un’analisi del contesto che documenti l’esistenza di condizioni di povertà energetica, anche in assenza di una diagnosi formale preesistente; (2) la coerenza tra la tipologia di assistenza richiesta e il contesto descritto; (3) la chiarezza dei ruoli all’interno del partenariato; (4) la proporzionalità tra le ore di supporto richieste e la complessità dell’azione proposta. Non è richiesta un’esperienza pregressa specifica: il bando è progettato per accompagnare anche chi parte da zero.

Le esperienze italiane: sei storie dal territorio

Il webinar ha offerto un quadro articolato di esperienze concrete da comuni italiani che hanno già beneficiato dei precedenti bandi di assistenza tecnica EPAH. I casi sono eterogenei per dimensione, contesto geografico e fase di intervento.

 

Comune

Attività e risultati

Milano

Due assistenze tecniche: prima per definire la visione strategica “diritto all’energia per tutti al 2050”; seconda per riorganizzare lo sportello energia su ERP e case di quartiere, con formazione di operatori TED.

Parma

Integrazione della povertà energetica nel PAESC e costruzione di un tavolo permanente con welfare, ACER e terzo settore. Pilota su comunità energetica solidale nel quartiere San Leonardo.

Arezzo

Diagnosi del fenomeno a scala locale tramite questionari distribuiti via scuole e associazioni. Individuazione del quartiere ottimale per la CER solidale, inaugurata a dicembre 2024.

Modena

Diagnosi e mappatura degli attori sociali sul territorio. Definizione di un protocollo multi-attore per il monitoraggio continuativo della povertà energetica.

Leverano (LE)

Integrazione dell’energy poverty pillar nel PAESC e nel piano strategico comunale. Raccordo tra settore lavori pubblici, ambiente e servizi sociali. Propedeutico alla futura CER.

Serrenti (CA)

Progetto ASSERT su povertà energetica e disabilità, con Caritas locale. Sviluppo di micro-reti intelligenti, “case dell’energia” e laboratori educativi per le scuole primarie.

 

I nodi critici trasversali

Dal confronto tra le esperienze emergono alcune criticità ricorrenti che trascendono la dimensione del singolo comune. La prima è la carenza di dati locali affidabili: la povertà energetica è un fenomeno difficile da misurare a scala municipale, e la mancanza di indicatori standardizzati e aggiornati rende difficile sia la diagnosi che il monitoraggio nel tempo. Su questo fronte, ANCI sta lavorando con Acquirente Unico per definire un servizio informativo dedicato agli enti locali, in sinergia con GSE, ARERA, ENEA, RSE e ISTAT.

La seconda criticità è la difficoltà di raccordare i settori interni al comune — tipicamente energia/lavori pubblici da un lato e welfare/servizi sociali dall’altro — che operano con logiche, priorità e linguaggi diversi. L’assistenza tecnica EPAH si è rivelata, in più casi, lo strumento che ha “sbloccato” questa integrazione, fornendo un quadro metodologico condiviso e figure esterne in grado di facilitare il dialogo inter-settoriale.

Il terzo elemento critico riguarda l’intercettazione dei beneficiari finali. Le persone in situazione di povertà energetica sono spesso diffidenti verso le istituzioni, invisibili ai censimenti tradizionali e difficili da raggiungere con canali di comunicazione standard. L’esperienza di Milano mostra che il coinvolgimento funziona laddove esiste già una relazione di fiducia consolidata — attraverso operatori dei servizi sociali, presidi di edilizia residenziale pubblica o case di quartiere — e che la semplice apertura di uno sportello non è sufficiente senza una strategia di prossimità.

 

“Senza la componente sociale, gli uffici energia da soli non vanno molto lontano. La povertà energetica è anche e soprattutto povertà.”

— Marina Varvesi, AISFOR / EPAH Italia

 

Implicazioni per i professionisti del settore energetico

Per i professionisti dell’energia che operano in qualità di consulenti o Energy Manager per enti locali, il programma EPAH offre due opportunità operative concrete. La prima è la possibilità di essere proposto come esperto tecnico dalla stessa amministrazione in fase di candidatura: il comune può indicare nella proposta un professionista già conosciuto, soggetto a validazione da parte di EPAH. La seconda è il posizionamento strategico in quei processi di governance dell’energia locale — PAESC, diagnosi energetica del patrimonio ERP, progettazione di CER solidali — che la metodologia EPAH contribuisce a strutturare e rendere finanziabili.

Il nodo della competenza tecnica interna rimane centrale: il caso di Serrenti dimostra che anche in un comune di piccole dimensioni, la presenza di un tecnico con competenze energetiche trasversali (illuminazione pubblica, impianti termici, fotovoltaico, domotica) può fare la differenza tra l’inerzia e l’attivazione di un percorso virtuoso. In assenza di risorse interne, il bando EPAH 2026 rappresenta precisamente il meccanismo per colmare quel gap con supporto esterno qualificato e a costo zero per l’ente.

 

Per approfondire: documentazione, template di candidatura e atlas dei progetti precedenti sono disponibili sul sito ufficiale EPAH (energy-poverty.ec.europa.eu). Per il supporto in lingua italiana: AISFOR — referente nazionale EPAH Italia.

 

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