Conto Termico 3.0: cosa emerge dai webinar GSE tra novità, chiarimenti e nodi ancora aperti

Il GSE ha avviato, nelle scorse settimane, un ciclo di webinar dedicati al nuovo Conto Termico 3.0, con l’obiettivo di illustrare le principali novità introdotte dal decreto e accompagnare operatori, Pubbliche Amministrazioni, imprese ed enti del Terzo Settore nella fase di transizione dal precedente Conto Termico 2.0.

Gli incontri, dichiaratamente preliminari rispetto alla pubblicazione delle regole applicative, hanno consentito di chiarire diversi aspetti del nuovo meccanismo incentivante, ma hanno anche messo in evidenza alcuni punti che restano, allo stato attuale, ancora da definire.

Il quadro generale del Conto Termico 3.0

Il Conto Termico 3.0 mantiene la propria natura di incentivo in conto capitale, con una dotazione finanziaria complessiva pari a 900 milioni di euro annui, ripartiti tra soggetti privati e Pubbliche Amministrazioni.
L’intensità massima dell’incentivo resta fissata, nella generalità dei casi, al 65% delle spese ammissibili, con la possibilità di raggiungere il 100% in specifiche condizioni per edifici pubblici.

Il meccanismo continua a essere “edificio-centrico”: gli interventi incentivabili riguardano esclusivamente edifici esistenti, regolarmente accatastati e dotati di impianto di climatizzazione, e sono suddivisi, come in passato, tra:

  • Titolo II: interventi di incremento dell’efficienza energetica;

  • Titolo III: interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Tra le novità più rilevanti figurano l’introduzione di nuovi interventi (fotovoltaico con accumulo e colonnine di ricarica, se abbinati a pompe di calore elettriche), l’eliminazione dell’incentivabilità delle caldaie a condensazione come intervento ordinario e l’estensione della platea dei soggetti ammessi.

Pubbliche Amministrazioni e soggetti assimilati

Particolare attenzione è stata dedicata alle Pubbliche Amministrazioni, per le quali il decreto introduce importanti semplificazioni procedurali e nuove opportunità.
Tra queste, l’estensione del perimetro dei soggetti assimilati alle PA (società in house, concessionari di servizi pubblici, Agenzia del Demanio) e il rafforzamento delle modalità di accesso tramite prenotazione, anche in coerenza con il Codice dei contratti pubblici.

Rilevante la conferma dell’incentivo al 100% per:

  • edifici scolastici pubblici;

  • strutture sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale;

  • edifici di proprietà dei Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, a condizione che siano utilizzati per finalità di servizio pubblico.

Su questi aspetti il GSE ha tuttavia più volte richiamato la necessità di attendere le regole applicative per una definizione puntuale delle condizioni di utilizzo e delle modalità di dimostrazione dell’uso pubblico.

La diagnosi energetica: una delle vere novità

Uno dei temi più discussi nel webinar è stato quello della diagnosi energetica, per la quale il Conto Termico 3.0 introduce un contributo anticipato, riservato alle Pubbliche Amministrazioni.

Il contributo copre il 50% della spesa per la redazione della diagnosi e può essere richiesto tramite una sezione dedicata del portale GSE. Il restante 50% potrà essere recuperato solo a valle della presentazione di una richiesta di incentivo per uno degli interventi individuati nella diagnosi e a conclusione dei lavori.

È stato chiarito che:

  • la diagnosi deve essere finalizzata alla realizzazione di almeno un intervento incentivabile;

  • deve essere redatta in conformità al D.Lgs. 102/2014;

  • può essere richiesta una sola volta per lo stesso edificio prima dell’istanza di incentivo;

  • esistono limiti annuali al numero di richieste per ciascuna PA.

Resta però aperto, e rinviato alle regole applicative, il tema della qualificazione dei soggetti che redigono la diagnosi, in particolare nel rapporto tra ESCO, EGE e requisiti di competenza previsti dalla normativa tecnica UNI CEI EN 16247.

ETS, imprese e nuovi equilibri

Il decreto introduce una distinzione netta tra Enti del Terzo Settore non economici ed ETS economici.
I primi sono assimilati, per molti aspetti, alle Pubbliche Amministrazioni, pur senza accedere alle maggiorazioni al 100% riservate agli edifici di proprietà pubblica.
Gli ETS economici, invece, seguono le regole previste per le imprese, inclusi i vincoli derivanti dalla disciplina sugli aiuti di Stato.

Per le imprese e gli ETS economici viene introdotta una richiesta preliminare obbligatoria prima dell’avvio dei lavori, distinta dalla prenotazione (che resta riservata alle PA). L’intensità dell’incentivo varia in funzione della dimensione dell’impresa, del tipo di intervento e del miglioramento energetico conseguito.

Portale, transitorio e criticità aperte

Il GSE ha annunciato la realizzazione di un nuovo portale dedicato al Conto Termico 3.0, distinto dal Portale Termico 2.0, che continuerà a essere utilizzato per la gestione delle pratiche già presentate.

Ampio spazio è stato riservato al tema del regime transitorio, in particolare per le istanze presentate a cavallo tra i due decreti. Anche su questo fronte, tuttavia, molte risposte definitive sono state rinviate alle regole applicative, attese a breve.

Considerazioni finali

I webinar GSE hanno rappresentato un passaggio utile per inquadrare l’impianto del Conto Termico 3.0 e comprenderne l’evoluzione rispetto al passato. Allo stesso tempo, hanno evidenziato come il nuovo meccanismo presenti significative complessità operative, soprattutto su temi chiave come diagnosi energetiche, cumulabilità degli incentivi e definizione puntuale dei requisiti soggettivi.

Per professionisti, ESCO e Pubbliche Amministrazioni, la pubblicazione delle regole applicative sarà il vero spartiacque tra l’impostazione teorica del decreto e la sua concreta applicazione operativa. Fino ad allora, prudenza e attenzione interpretativa restano indispensabili.

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