Analisi del webinar GSE del 3 febbraio 2026
Perché un focus sul Titolo III
Il 3 febbraio 2026 il GSE ha dedicato un webinar di approfondimento specifico al Titolo III del Conto Termico 3.0, proseguendo il ciclo di incontri avviato a gennaio con il focus sugli interventi di incremento dell’efficienza energetica (Titolo II).
La scelta di separare i due ambiti non è casuale. Il Titolo III presenta infatti una struttura incentivante, una logica tecnica e una serie di vincoli applicativi profondamente diversi rispetto al Titolo II, tali da rendere fuorviante qualsiasi lettura unitaria o semplificata del meccanismo.
Questo articolo nasce con l’obiettivo di ricostruire in modo ordinato e operativo i chiarimenti forniti dal GSE durante il webinar, mantenendo un taglio pensato per:
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progettisti e studi tecnici;
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Pubbliche Amministrazioni;
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Enti del Terzo Settore;
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soggetti coinvolti nella pianificazione e gestione delle pratiche di incentivo.
Titolo III: un perimetro chiaro, ma spesso frainteso
Uno dei messaggi più ricorrenti emersi nel webinar è che molte criticità nelle richieste di incentivo derivano da una errata comprensione del perimetro del Titolo III.
A differenza di altri strumenti di sostegno, il Titolo III:
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non incentiva genericamente le fonti rinnovabili;
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non è applicabile alle nuove costruzioni;
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non consente interventi scollegati da un impianto di climatizzazione invernale preesistente.
Il suo ambito è ben definito:
produzione di energia termica da fonti rinnovabili, su edifici esistenti, mediante la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale già presenti.
Il webinar ha avuto quindi una funzione chiaramente correttiva: riportare l’attenzione sulle Regole Applicative e sul DM 7 agosto 2025, evitando interpretazioni estensive spesso ereditate da altri incentivi.
Perché il Titolo III genera più dubbi degli altri ambiti
Il GSE ha riconosciuto apertamente che il Titolo III è oggi la parte del Conto Termico 3.0 che:
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genera il maggior numero di quesiti;
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presenta il più alto tasso di errori in fase progettuale;
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conduce più frequentemente a rigetti o richieste di integrazione.
Le cause principali, emerse nel webinar, possono essere sintetizzate in tre fattori ricorrenti:
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Sovrapposizione concettuale con altri incentivi (fotovoltaico, CER, bonus edilizi);
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Complessità delle configurazioni impiantistiche (pompe di calore, sistemi ibridi, bivalenti, add-on);
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Confusione tra energia termica ed energia elettrica ai fini dell’ammissibilità.
Il GSE ha chiarito che molte richieste non risultano respinte per cavilli, ma per errori strutturali di impostazione, spesso evitabili con una lettura sistematica delle regole.
Come leggere correttamente il Titolo III
Un passaggio metodologico centrale del webinar riguarda il rapporto tra le fonti normative e interpretative. Il GSE ha ribadito una gerarchia chiara:
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Decreto (DM 7 agosto 2025) – fonte primaria
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Regole Applicative – strumento operativo
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FAQ e webinar – supporto interpretativo
Il webinar del 3 febbraio 2026 si colloca esplicitamente al terzo livello:
non introduce nuove regole, ma spiega come il GSE applica quelle esistenti in sede istruttoria.
👉 Per tecnici e amministrazioni questo punto è decisivo:
ignorare l’orientamento applicativo del GSE significa esporsi a errori che emergono solo dopo la presentazione della pratica, quando è spesso troppo tardi per correggerli.
Nel webinar dedicato al Titolo III del Conto Termico 3.0, il GSE ha insistito su un punto chiave: la maggior parte dei rigetti nasce prima della scelta tecnologica, per errori nella qualificazione del soggetto, del Soggetto Responsabile o dei requisiti minimi di edificio e impianto.
Questa parte ricostruisce l’ordine corretto delle verifiche, come applicate in istruttoria.
Soggetti ammessi: l’accesso non è uguale per tutti
Il Titolo III è accessibile a una platea ampia, ma con regole differenziate che incidono su:
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tipologie di intervento ammesse;
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intensità massima dell’incentivo;
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procedura di accesso.
In sintesi, possono accedere:
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Pubbliche Amministrazioni (PA);
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Enti del Terzo Settore (ETS), distinguendo tra non economici ed economici;
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Soggetti privati, solo in ambito residenziale;
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Imprese, con limiti specifici e, in alcuni casi, richiesta preliminare.
Errore ricorrente
Trattare un ETS economico come PA o come ETS non economico.
➜ Esito: applicazione errata di percentuali, procedura o tecnologie → criticità istruttorie.
Soggetto Responsabile: chi paga, chi chiede, chi risponde
Il Soggetto Responsabile (SR) è il perno dell’istruttoria. È il soggetto che:
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sostiene le spese;
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presenta la richiesta;
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risponde al GSE della conformità tecnica e documentale.
Principi applicativi ribaditi dal GSE:
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SR e soggetto ammesso possono coincidere oppure essere distinti (nei casi previsti);
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l’assetto contrattuale e finanziario deve essere coerente con il ruolo dichiarato;
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qualsiasi disallineamento tra chi paga e chi presenta la domanda è causa frequente di rigetto.
ESCO e CER: cosa sono (e cosa non sono)
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ESCO: possono essere SR solo nei casi previsti; non modificano requisiti tecnici o perimetro degli interventi.
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CER: sono un canale organizzativo, non una scorciatoia normativa; non ampliano gli interventi ammissibili.
Caso tipico
CER indicata come SR per “far rientrare” un intervento altrimenti escluso.
➜ Esito: inammissibilità confermata. La CER non deroga alle regole del Decreto.
Edificio esistente: requisito preliminare e non derogabile
Prima di parlare di impianti, il GSE richiama la condizione di edificio esistente, ai sensi del DM 7 agosto 2025 e delle Regole Applicative.
Requisiti minimi:
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edificio già realizzato;
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accatastato;
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non in costruzione.
Il Conto Termico non incentiva nuove costruzioni né edifici in corso di realizzazione, indipendentemente dalla tecnologia.
Errore ricorrente
Tentare l’accesso “a monte” del processo edilizio.
➜ Esito: esclusione automatica.
Impianto di climatizzazione invernale: lo spartiacque decisivo
Accanto all’edificio esistente, serve un impianto di climatizzazione invernale preesistente e funzionante.
Chiarimenti operativi del GSE:
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il Titolo III incentiva la sostituzione, non la prima installazione;
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un edificio senza riscaldamento è escluso;
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un impianto di solo raffrescamento non è sufficiente;
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“funzionante” significa idoneo al riscaldamento, non necessariamente efficiente o recente.
Caso ricorrente in istruttoria
Edificio con soli split per raffrescamento.
➜ Esito: non ammissibile, anche se si installa una nuova pompa di calore.
Ordine corretto delle verifiche (checklist GSE)
Prima di progettare, verificare in questo ordine:
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Edificio esistente e accatastato;
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Impianto di climatizzazione invernale preesistente e funzionante;
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Qualificazione del soggetto (PA / ETS / privato / impresa);
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Coerenza del Soggetto Responsabile;
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Procedura corretta (accesso diretto, prenotazione, richiesta preliminare).
Saltare uno solo di questi passaggi espone a rigetti evitabili.
Tecnologie ammesse, sistemi complessi e interventi combinati
Questa sezione entra nel cuore tecnologico del Titolo III. Il webinar del 3 febbraio 2026 ha chiarito che molte criticità non dipendono dalla qualità delle soluzioni impiantistiche, ma dalla loro non coerenza con il perimetro normativo del Conto Termico 3.0.
Il messaggio del GSE è stato netto: non tutte le tecnologie “green” sono automaticamente incentivabili e, soprattutto, non tutte possono essere combinate tra loro.
Pompe di calore elettriche: l’asse portante del Titolo III
Le pompe di calore elettriche sono la tecnologia di riferimento del Titolo III.
Condizioni chiave di ammissibilità:
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sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale esistente;
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utilizzo di fonte rinnovabile (aerotermica, geotermica, idrotermica);
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dimensionamento coerente con l’edificio servito;
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rispetto dei requisiti prestazionali previsti dal DM 7 agosto 2025 e dalle Regole Applicative.
Perché sono centrali:
Oltre a essere incentivabili in sé, le pompe di calore elettriche assumono spesso il ruolo di intervento “trainante” per altre misure (es. fotovoltaico).
Caso pratico
Sostituzione di caldaia a gas con pompa di calore elettrica su edificio esistente.
➜ Esito: intervento ammissibile al Titolo III (a parità di requisiti).
Pompe di calore a gas: quando il Titolo III le limita
Le pompe di calore a gas sono state oggetto di chiarimenti specifici.
Punti fermi ribaditi dal GSE:
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ammissibilità solo in condizioni puntuali;
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non equivalenti alle elettriche ai fini degli interventi combinati;
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non ammesse per imprese ed ETS economici.
Errore ricorrente
Progettare una PDC a gas pensando di poter trainare il fotovoltaico.
➜ Esito: fotovoltaico non incentivabile; intervento ridimensionato o rigettato.
Sistemi complessi: ibridi, bivalenti e “add-on” (non sono la stessa cosa)
Il webinar ha insistito sulla necessità di distinguere configurazioni tecniche diverse, spesso confuse nella pratica:
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Sistemi ibridi factory made (PDC + generatore di supporto integrati);
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Sistemi bivalenti (due generatori distinti che operano in modo alternato/comb.)
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Configurazioni “add-on” (PDC aggiunta a un generatore esistente).
Chiarimenti applicativi:
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la denominazione commerciale non conta: vale la configurazione reale;
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l’add-on non equivale automaticamente a “sostituzione”;
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i sistemi ibridi con caldaia a gas presentano forti limitazioni, specie per imprese ed ETS economici.
Caso ricorrente
Installazione di PDC in add-on mantenendo la caldaia a gas come principale.
➜ Esito: non sempre qualificabile come sostituzione → rischio inammissibilità.
Interventi combinati: opportunità sì, scorciatoie no
Il Titolo III consente interventi combinati, ma entro vincoli stringenti.
Regole applicative essenziali:
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ogni intervento deve essere singolarmente previsto dal Decreto;
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la combinazione non consente deroghe ai requisiti;
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occorre individuare un intervento principale coerente con il Titolo III.
Errore tipico
“Combinare” interventi per aumentare l’incentivo complessivo.
➜ Esito: rideterminazione o rigetto per superamento dei limiti.
Fotovoltaico: sempre “trainato”, mai autonomo
Il chiarimento più netto riguarda il fotovoltaico.
Punti fermi del GSE:
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mai incentivabile come intervento autonomo nel Conto Termico 3.0;
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ammesso solo come intervento trainato;
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solo se abbinato a pompa di calore elettrica;
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esclusi i sistemi ibridi a gas come trainanti.
Caso pratico
Fotovoltaico + sistema ibrido gas.
➜ Esito: FV non incentivabile (assenza di PDC elettrica trainante).
Checklist tecnica pre-progetto (Titolo III)
Prima di definire la soluzione impiantistica:
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La tecnologia è espressamente prevista dal Decreto?
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Configurazione = sostituzione reale dell’impianto?
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È compatibile con il soggetto ammesso (PA/ETS/privato/impresa)?
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Gli interventi combinati sono consentiti?
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Il FV (se presente) è trainato da PDC elettrica?
Incentivi, procedure e indicazioni operative finali
L’ultima parte del webinar del 3 febbraio 2026 ha spostato l’attenzione dagli aspetti tecnici a quelli economici e procedurali, chiarendo che molte pratiche corrette “sulla carta” falliscono per errori amministrativi o di metodo.
Il messaggio del GSE è stato chiaro: nel Conto Termico 3.0 la forma è sostanza.
Incentivo e massimali: cosa conta davvero
L’incentivo riconosciuto dal Conto Termico 3.0:
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non è automatico;
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è sempre soggetto a intensità massime;
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non può mai superare i massimali di costo e di incentivo previsti dal DM 7 agosto 2025.
In sintesi:
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PA ed ETS non economici: incentivo fino al 100% delle spese ammissibili, nei casi previsti;
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soggetti privati e imprese: percentuali inferiori e limiti più stringenti;
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multi-intervento: ogni intervento è valutato singolarmente, senza compensazioni tra Titolo II e Titolo III.
Errore ricorrente
Applicare una percentuale unica all’intero intervento combinato.
➜ Esito: rideterminazione dell’incentivo o rigetto parziale.
Pagamenti e tracciabilità: il punto più sottovalutato
Il GSE ha dedicato particolare attenzione a fatture e pagamenti, uno degli ambiti con il più alto tasso di errori.
Requisiti non negoziabili:
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fattura intestata al Soggetto Responsabile;
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bonifico bancario o postale ordinario (non “parlante”);
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coerenza tra fattura, pagamento e intervento.
Non sono ammessi:
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scontrini in sostituzione della fattura;
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pagamenti non tracciabili;
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causali generiche o incoerenti.
Caso tipico
Fattura corretta ma bonifico intestato a soggetto diverso dal SR.
➜ Esito: spesa non riconosciuta.
Procedure di accesso: scegliere quella giusta prima di iniziare
Il webinar ha ribadito che la procedura va scelta prima dell’avvio dei lavori.
Le tre modalità previste
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Accesso diretto
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modalità ordinaria;
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richiesta a intervento concluso.
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Prenotazione
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riservata a specifici soggetti (in particolare le PA);
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consente di impegnare l’incentivo prima dei lavori.
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Richiesta preliminare
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obbligatoria per imprese ed ETS economici nei casi previsti;
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senza richiesta preliminare → intervento inammissibile.
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Errore irreversibile
Avviare i lavori senza richiesta preliminare quando obbligatoria.
➜ Esito: perdita definitiva dell’incentivo.
Messaggio finale del GSE: progettare partendo dalle regole
La chiusura del webinar ha ribadito un concetto trasversale a tutto il Titolo III:
Il Conto Termico 3.0 non premia le soluzioni “furbe”, ma quelle corrette.
Per progettisti, PA ed enti questo significa:
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partire dai requisiti, non dalla tecnologia;
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verificare soggetto, edificio, impianto e procedura prima di progettare;
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usare FAQ e webinar come chiave interpretativa, non come deroga.
Conclusione – Perché il Titolo III è un’opportunità (solo se ben gestita)
Il Titolo III del Conto Termico 3.0 rappresenta una opportunità concreta per la transizione energetica degli edifici esistenti, ma richiede un approccio metodico e consapevole.
L’esperienza istruttoria del GSE, restituita nel webinar del 3 febbraio 2026, dimostra che:
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la maggior parte dei rigetti è evitabile;
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gli errori nascono quasi sempre prima della progettazione tecnica;
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la conoscenza delle Regole Applicative è oggi un requisito professionale.
👉 Il vero valore non è conoscere l’incentivo, ma saperlo applicare correttamente.





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