Approfondimento sugli scopi e l’utilità della certificazione energetica

Attenzione: l’attestato di certificazione energetica è stato sostituito dal D.Lgs. 63/2013 con l’attestato di prestazione energetica, tuttavia quanto di seguito esposto vale anche per il nuovo attestato di prestazione energetica.
Secondo il legislatore europeo, la certificazione energetica degli edifici è uno strumento di trasformazione del mercato immobiliare, che ne migliori la trasparenza e l’efficienza energetica fornendo ai potenziali acquirenti e locatari una informazione oggettiva delle prestazioni energetiche (e delle relative spese) dell’immobile da acquistare o affittare.
Essa è propedeutica tanto alla progettazione di nuovi edifici ad elevate prestazioni quanto alla ristrutturazione parziale o totale degli edifici.
La certificazione dovrebbe quindi portare positivi effetti sul valore di mercato degli immobili ed incentivare nel medio termine la riqualificazione degli edifici a bassa prestazione energetica.
In effetti la direttiva 2002/91/ce assegna esplicitamente alla certificazione energetica una funzione di promozione del mercato dell’efficienza energetica, dove la propensione dell’acquirente verso un prodotto con migliori caratteristiche energetiche è indotto e veicolato dall’informazione che viene fornita in merito dal produttore, con responsabilità e relative ricadute in termini giudiziari con un approccio che appare del tutto analogo a quello dell’etichettatura energetica degli elettrodomestici.
Tale condizione prefigura un valore della certificazione energetica più di mercato che amministrativo, con la possibilità da parte dei cittadini di ricorrere autonomamente a procedure di verifica ed, eventualmente, di ricorso verso situazioni che si rilevano difformi da quanto dichiarato in fase di compravendita immobiliare.
Gli obiettivi della direttiva, oltre a quello di migliorare la trasparenza del mercato immobiliare fornendo agli acquirenti ed ai locatari di immobili un’informazione oggettiva e trasparente delle caratteristiche (e delle spese) energetiche dell’immobile, sono anche quelli di informare e rendere coscienti i proprietari degli immobili del costo energetico legato alla conduzione del proprio “sistema edilizio” in modo da incoraggiare interventi migliorativi dell’efficienza energetica della propria abitazione. Sembra opportuno riportare a questo proposisto quanto riportato dal MSE nella relazione illustrativa al dm 26 giugno 2009 concernente le linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici: “cogliendo i risultati dell’esperienza compiuta in materia di etichettatura energetica degli elettrodomestici, attraverso la quale è stata incrementata notevolmente la diffusione di apparecchi a basso consumo di energia spingendo finanche i produttori stessi a decidere autonomamente la dismissione della produzione di alcune categorie di apparecchi, la direttiva 2002/91/ce enfatizza la funzione della certificazione come fondamentale strumento di informazione dei cittadini anche attraverso le raccomandazioni che la accompagnano e quindi di promozione del mercato dell’efficienza energetica.”
La certificazione consente agli interessati di pretendere dal fornitore (venditore) di un immobile informazioni affidabili sui costi di conduzione. L’acquirente deve poter valutare se gli conviene o no spendere di più per un prodotto migliore dal punto di vista della gestione e manutenzione. Anche i produttori ed i progettisti possono confrontarsi in tema di qualità edilizia offerta. Inoltre, i proprietari che apportano miglioramenti energetici importanti ma poco visibili, come isolamenti di muri, tetti, caldaie ad alto rendimento, etc., possono veder riconosciuti i loro investimenti.
La certificazione non pretende di fornire con esattezza il consumo di energia di un edificio, piuttosto indica un consumo standardizzato simile al consumo normalizzato delle automobili (ad es. i km per litro di benzina fatti in certe condizioni).
Difatti l’indicatore della prestazione energetica deve rappresentare una caratteristica del sistema edificio-impianti ed essere indipendente da:
– gli effetti del clima;
– dal modo di riscaldamento degli occupanti;
– dal loro comportamento;
– dai loro consumi di acqua calda;
– dal consumo di apparecchiature non fisse nella abitazione.
La certificazione non è solo dunque una semplice attestazione del consumo energetico standardizzato più probabile ottenuta mediante metodo di calcolo di norma, ma uno studio approfondito fatto mediante misura dell’effettivo consumo di energia durante un periodo di esercizio specifico come risultato di una diagnosi energetica dell’edificio ossia di una procedura di analisi dettagliata, con misure e rilevamenti sul campo, che consente di determinare i vari flussi energetici, i malfunzionamenti e le conseguenti misure di miglioramento possibili per ridurre il fabbisogno di energia necessario all’edificio per fornire i servizi energetici richiesti senza ridurre il confort.
Deve, in definitiva, riportare:
– il consumo specifico normalizzato che consenta di collocare l’edificio in una scala di comparazione;
– calcolo delle emissioni di co2;
– una lista di misure di interventi migliorativi da allegare al certificato
– la eventuale suddivisione fra i vari usi finali:
– il riscaldamento ambientale (standardizzato a 20 °c secondo i dati dell’anno di riferimento del luogo)
– il consumo di acqua calda (standardizzato secondo un consumo convenzionale di x m3/persona giorno)
– il condizionamento estivo
– i consumi elettrici per gli ausiliari.
Nuovi Obiettivi. La certificazione energetica degli edifici è una necessità per ogni qualsiasi politica di intervento nel settore edilizio per favorire una migliore qualità energetica ed ambientale. Si ricorda che, sia a livello europeo che nazionale, un ruolo particolarmente significativo per il raggiungimento degli obiettivi posti in materia di efficienza energetica e di salvaguardia ambientale è assegnato alla riduzione dei consumi energetici nella gestione degli edifici e che, in tale ambito, risultati concreti si possono ottenere solo riqualificando il patrimonio edilizio esistente. A tali fini la certificazione energetica degli edifici può essere il fulcro di questa fase, uno strumento primario per perseguire con efficacia il miglioramento dell’efficienza energetica e di conseguenza la riduzione dei consumi energetici nel settore civile, per informare i cittadini della qualità energetica dell’abitazione ed inoltre fornire loro i più convenienti suggerimenti gestionali e di intervento edilizio e impiantistico per ridurre la spesa energetica e valorizzare l’immobile. Fornire uno stimolo alla realizzazione di interventi di adeguamento edilizio che deriva da una maggiore diffusione della certificazione energetica può avere effetti positivi anche per lo sviluppo dell’industria delle costruzioni, ed i livelli di efficienza energetica richiesti per i componenti degli edifici e degli impianti possono rafforzare l’industria italiana del settore, favorendone la competitività sul mercato. La certificazione puo’ essere il motore di un circolo virtuoso che porta benefici:
– ai cittadini;
– alla pubblica amministrazione;
– ai professionisti;
– alle imprese in generale.
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